Val SanguignoValgoglio

La valle, molto apprezzata dagli escursionisti in tutte le stagioni, nella parte bassa è percorsa dall’omonimo torrente che, raccogliendo i numerosissimi rigagnoli che bagnano la zona, crea pozze, forre e cascate, rendendo il paesaggio molto suggestivo, gettandosi poi nel torrente Goglio nei pressi della centrale idroelettrica di Aviasco.

Ad ovest è delimitata dal monte Zulino, ad est dal monte Salina e dal monte Crapel, mentre a nord, nella parte più elevata, è chiusa dalla conca delimitata dal monte Corte, dal Pizzo Farno e dal monte Pradella. Tra queste tre cime si trovano il passo di Valsanguigno ovest e quello di Valsanguigno est (noto anche come Passo del Farno), che permettono di raggiungere il versante orografico della val Brembana.

La valle presenta inoltre caratteristiche naturalistiche di elevato profilo. Grazie a particolari condizioni ecologiche, ma anche per via della quasi nulla presenza dell’uomo, in essa si è sviluppato un particolare habitat in cui hanno trovato spazio numerose specie vegetali ed animali di interesse scientifico e conservazionistico, tra cui l’aquila, il capriolo, il camoscio, l’ermellino, ma soprattutto il coleottero denominato Ubychia leonhardi Reitter ed il sempreverde Lycopodiella inundata, entrambiendemici.

Al fine di tutelare questa delicata condizione naturalistica, rendendola contemporaneamente fruibile agli appassionati, la valle è stata inserita nel progetto “Bi.O.S. – Biodiversità Orobica in Valle Seriana” che, promosso dalla Fondazione Cariplo e da enti locali tra cui il Parco delle Orobie Bergamasche e la Provincia di Bergamo, punta a far conoscere questa piccola realtà mettendo a disposizione operatori che permettano la scoperta delle bellezze in essa racchiuse

Il paese tuttora vive grazie allo sfruttamento delle risorse che offre la natura, quali il turismo, l’industria idroelettrica e, in qualche caso, di pastorizia.

Il 17 luglio 2014, con seduta straordinaria il Consiglio Comunale approva lo Statuto Costitutivo dell’Unione di Comuni dell’Alto Serio con Gromo, Gandellino  e Valbondione, per poter affrontare la situazione economica di criticità.

 

La via più breve è quella che parte a fianco della centrale idroelettrica di Aviasco, posta poco a monte rispetto all’abitato di Valgoglio, che per il primo tratto è inclusa nell’itinerario conosciuto come Sentiero dell’Alto Serio.

Da qui si segue il segnavia C.A.I. numero 232 che l’attraversa e costeggia il torrente Sanguigno, toccando il rifugio Gianpace (dopo poco meno di un’ora di cammino), le baite di Val Parma (detta anche baita di Bindagola) e di Presponte, dopo la quale la traccia si divide: ad ovest culmina presso il passo di Valsanguigno ovest (2320 m s.l.m.), tramite il quale si raggiunge il Rifugio Laghi Gemelli, ad est giunge al passo di Valsanguigno est (2380 m s.l.m.), noto anche come Passo del Farno, che collega la valle con il lago Colombo.

  • Pizzo Farno (2502 m s.l.m.), difficoltà EE
  • Monte Corte (2493 m s.l.m.), difficoltà EE
  • Monte Pradella (2626 m s.l.m.), difficoltà EE
  • Passo del Lago Nero (segnavia n.267)
  • Forcella del monte Zulino (segnavia n.265), tramite cui si giunge al Rifugio Alpe Corte

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