Tempio dei caduti – San Pellegrino Terme

Il Tempio della Vittoria, allora si chiamava così, fu ultimato nel maggio 1924 e venne ufficialmente inaugurato nell’estate del 1925.

L’austero e suggestivo Tempio, dedicato ai caduti in guerra, eleva al cielo, sullo scenario dei monti, la sua originale architettura in pietra locale, allo sfondo di una spaziosa piazza che si apre sulla sinistra della strada provinciale, quasi al centro della cittadina.


Opera egregia dell’illustre architetto bergamasco ing. Luigi Angelini, al quale si devono anche il piano dei lavori ed i concetti informativi della decorazione figurativa, l’edifcio religioso si presenta monumentale.

Il Tempio dei Caduti in un quadro di Romano Oprandi
Quadro di Romano Oprandi

Il Tempio della Vittoria, allora si chiamava così, fu ultimato nel maggio 1924 e venne ufficialmente inaugurato nell’estate del 1925.
L’austero e suggestivo Tempio, dedicato ai caduti in guerra, eleva al cielo, sullo scenario dei monti, la sua originale architettura in pietra locale, allo sfondo di una spaziosa piazza che si apre sulla sinistra della strada provinciale, quasi al centro della cittadina.

PIANTA DEL CENTRO DI SAN PELLEGRINO TERME

Opera egregia dell’illustre architetto bergamasco ing. Luigi Angelini, al quale si devono anche il piano dei lavori ed i concetti informativi della decorazione figurativa, l’edifcio religioso si presenta monumentale.

Il Tempio dei Caduti da nord - foto Piero Gritti
Facciata principale - foto Piero Gritti
Il Tempio dei Caduti da nord

Facciata principale

La parte centrale, sopralzata a tipo di tiburio, conferisce all’edificio un carattere di monumento oltre che di Tempio. La disposizione poi delle otto figure sull’ottagono della cupola, modellate egregiamente dallo scultore Siccardi e reggenti i simboli della guerra e della vittoria, concorre a completare allegoricamente il significato della destinazione dell’edificio.

Il presbiterio - foto Piero Gritti
L'altare e l'abside - foto Piero Gritti
Il presbiterio
L’altare e l’abside

Le decorazioni interne furono eseguite in tempi diversi e concluse solo nel 1941.
Il Padre Eterno, raffigurato nella grande tazza della cupola, domina la scenografia complessiva del Mausoleo, completata lungo le pareti da mosaici con rappresentazioni di episodi biblici e scene di guerra.

La cupola - foto Piero Gritti
Il 'Padre Eterno' - foto Piero Gritti
La cupola
Il ‘Padre Eterno’

Il presbiterio, compresa la galleria, fu decorato a fresco dal pittore bergamasco G. Fasciotti. I tre medaglioni e l’ altare, su fondo oro, rappresentanti, dalla sinistra, San Martino, San Carlo e Santa Barbara, sono opera del pittore bergamasco Marigliani. Sopra i medaglioni compare la decorazione a fresco, opera del pittore bergamasco G. Fasciotti; le opere in ferro battuto sono del convalligiano Tironi di Sedrina.
Nel Tempio sono raccolte, in loculi, le spoglie di molti dei caduti, esumate dai cimiteri di guerra, e sono scolpiti i nomi di tutti, compresi quelli delle frazioni di Santa Croce, Antea, Alino e Piazzacava.

I loculi dei caduti - foto Piero Gritti
S. Martino, S. Carlo e S.ta Barbara - foto Piero Gritti
I loculi dei caduti
S. Martino, S. Carlo e S.ta Barbara

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