Santuario della Madonna d’Erbia – Casnigo

Le leggende sull’origine ( INFORMAZIONI APPARIZIONE)

Un primitivo santuario venne eretto nel secolo XVII a ricordo di un miracolo avvenuto la mattina del 5 agosto 1550. Secondo la tradizione, presso la cascina di un contadino del luogo si trovava un’immagine molto venerata raffigurante la Madonna del Presepe.

Per accedere all’immagine i numerosi pellegrini attraversavano i campi circostanti calpestandone l’erba. Il contadino, infastiditosi, sfregiò a colpi di zappa il dipinto che, durante la notte, magicamente ricomparì.

Sempre secondo la leggenda, un altro miracolo avvenne il 6 agosto 1839 quando Luigino Rossi, un bambino di 5 anni, per ripararsi da un nubifragio si rifugiò in una stalla attigua al santuario dove gli apparve la Madonna vestita di sole con in braccio un bambino che reggeva un globo, nelle mani un panino ed una candela, accese per lui un fuoco, recitò con lui il rosario e cantando lo fece addormentare. La mattina dopo il padre che lo stava cercando lo trovò addormentato con in mano un pezzo di pane che, ancora oggi si venera come reliquia. L’ingresso della stalla era chiuso dall’esterno e quindi risultava impossibile essere opera di Luigino e questo un altro aspetto che ne giustifica l’aspetto sovrannaturale dell’evento.

Struttura architettonica

L’interno della chiesa è in stile barocco a croce latina sormontato da una cupola a forma di coppa rovesciata affrescata da Ponziano Loverini nel 1879.

Vi sono quattro cappelle e due cappelloni laterali:

  • I cappella di sinistra in marmi policromi dedicata a san Lorenzo ospita una statua in legno policromo risalente alla fine del XVI secolo e raffigurante san Lorenzo e un tabernacolo marmoreo barocco attribuito alla Bottega di Bartolomeo Manni di Gazzaniga.
  • II cappella sinistra in marmo rosa dedicata a santa Caterina d’Alessandria nella quale si trova un dipinto della fine del XIX secolo raffigurante il martirio della santa.
  • I cappella di destra dedicata al rosario, ci sono tre statue seicentesche in legno policromo che raffigurano san Domenico, santa Caterina da Siena e una madonna vestita.
  • II cappella destra dedicata al crocifisso c’è una preziosa croce in oro e argento sbalzato con incastonate pietre preziose.
  • Cappellone di destra c’è un’arca funeraria in ebano e foglia d’oro che ospita i resti dell’arciprete Donadoni devoto alla Madonna e l’altare delle reliquie in bronzo e argento sbalzato con nella tribuna espositoria la cosiddetta “testa di sant’Agnese”. Il soffitto è decorato con stucchi di Enrico Albrici e affreschi di autore ignoto.
  • Cappellone di sinistra con il pulpito, ancora usato nelle solennità e diversi affreschi di Ponziano Loverini.

Altare maggiore

L’altare maggiore è realizzato in bronzo e legno di noce con il dipinto ritenuto miracoloso conservato in una cornice di legno dorato con due angeli che tengono nella mano una corona d’oro zecchino. L’altare è diviso dalla navata con una cancellata in rame e oro donata dai casnighesi.

Interessante è la suggestiva presenza di numerosi ex voto, donati alla Madonna per grazia ricevuta.

VESTE TALARE

Nel santuario è conservata, esposta in una teca in vetro, l’ultima talare indossata dal Santo Papa Giovanni Paolo II: questa reliquia di un così importante Papa è diventata oggi meta di pellegrinaggi.

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